lunedì 25 gennaio 2016

ECONOMIC RULES -THE RIGHTS AND WRONGS OF THE DISMAL SCIENCE

Il libro che recensiamo oggi è di Dani Rodrik, di cui abbiamo già  parlato in un altro post per il suo precedente libro, The globalization paradox.
Il tema del libro, come è scritto nel sottotitolo, è quello di provare a discriminare cosa ci sia di giusto e di sbagliato nella teoria economica, e quindi in ciò che affermano gli economisti. In particolare il libro si concentra sui modelli che sono una delle caratteristiche, per l’autore, più importanti e caratterizzanti la scienza economica. L’accusa è che alcuni economisti abbiano male interpretato il loro ruolo assumendo il loro modello come “il modello” mentre, giustamente, Dani Rordik evidenzia che esistono vari modelli e che ognuno va utilizzato in base al contesto di riferimento. Il problema non è, come affermano alcuni critici della scienza economica, che i modelli siano troppo semplici, anzi la semplicità è un requisito essenziale se si vuole fare scienza. Non sono un problema neanche  le assunzioni irrealistiche in generale, piuttosto se sono irrealistiche le cosiddette assunzioni critiche, quelle correlate direttamente ai risultati, ed in questo l’autore è in contrasto con quanto affermava Friedman che ciò che conta sono solo i risultati. Il compito della scienza economica e dell’economista  è quindi, soprattutto, di selezionare il giusto modello in base alle condizioni specifiche in cui deve essere applicato. L’errore commesso da alcuni economisti recentemente è stato di essere troppo  confidenti in alcuni modelli a scapito di altri. Afferma infatti inoltre:  «L’economia è una scienza sociale il che significa che la ricerca delle teoria e dei  risultati  universali è futile. Un modello è al massimo contestualmente valido». Se la scienza economica ha perso credito è stato appunto per gli eccessi di alcuni economisti in propagandare alcune scelte politiche quando la direzione della vita sociale non può essere predetta, un bravo economista può fare solo predizioni “condizionali”. La scienza economica progredisce anche grazie ad una migliore selezione dei modelli e migliorando la correlazione tra i modelli e il mondo reale. La realtà sociale infatti ammette un grande varietà di possibilità e i modelli economici ci avvertono della estrema diversità degli scenari possibili. L'autore conclude che l’economia (se giustamente intesa) ci fornisce gli strumenti analitici per indirizzare i grandi problemi pubblici del nostro tempo. Ciò che non può fornire è una risposta definitiva e universale,  i risultati forniti dalla scienza economica devono essere comunque combinati e tener conto dei giudizi di valore,  le valutazioni  e la  evoluzione delle tematiche di natura politica, etica e pratica.
In definitiva un libro veramente molto bello, molto ben scritto e di grande equilibrio, che riscatta, in qualche modo, la scienza economica dal discredito in cui è stata condotta  da alcuni economisti. Un libro che dovrebbero leggere tutti gli studenti di economia per acquisire un giudizio più critico, ma anche più sano, sulle materie che studiano.

Aggiornamento quando ho recensito questo libro non era disponibile in italiano adesso (marzo 2016) è disponibile con il titolo Ragioni e torti dell'economia edito da Bocconi editore, quindi è stato tradotto prima di quanto pensassi.

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