domenica 4 maggio 2014

Recensione del giorno:Il prezzo della disegueguaglianza

Iniziamo con le recensioni di libri consigliati, perchè essere informati è il primo passo verso una maggiore consapevolezza .
Joseph Stiglitz è un economista, premio Nobel nel 2001, che ha scritto molti libri, l’ultimo uscito di cui parliamo  oggi è : 
Il prezzo della diseguaglianza. Come la società divisa di oggi minaccia il nostro futuro-Einaudi. 
E’ chiaro dal titolo che il tema è la diseguaglianza, i dati dimostrano, infatti,  come negli ultimi 30 anni in quasi tutti i paesi occidentali la diseguaglianza economica sia aumentata. Quello che  Stiglitz mette in evidenza è che, da un lato, gli Stati Uniti  sono, in contrasto con il mito del sogno americano,  un paese dove le opportunità di migliorare il proprio status sociale sono piuttosto basse e minori di alcuni paesi europei (non certo l’Italia). Inoltre l’1% della popolazione, che detiene una larga parte della ricchezza,  lo deve in minima parte all’effettive capacità  o contributo che fornisce alla società bensì sfruttando posizioni di rendita. Tale meccanismo altera anche le istituzioni  democratiche  in quanto, chi detiene la ricchezza, ha anche la possibilità di condizionare pesantemente le scelte politiche, determinando una sempre minor partecipazione al voto e di fatto trasformando il sistema da «una testa un voto»  a «un dollaro un voto». Tale sistema ha fatto si che le scelte politiche si siano orientate a favorire, ad esempio, la deregolamentazione bancaria e finanziaria, con  il conseguente crack del sistema che ha generato la crisi. Il sistema, poi, è cosi perverso che le stesse istituzioni finanziarie  hanno avuto dal governo  enormi aiuti economici  a spese dei contribuenti, magari continuandosi a elargire bonus del tutto immotivati. 
Alla fine del libro le conclusioni di  Stiglitz sono chiare: un sistema di regolamentazione delle istituzioni  finanziare e dei mercati che eviti le degenerazioni scaturite dai palesi conflitti di interesse e mancanza di controlli, e che assicuri una effettiva competitività dei mercati limitando le rendite da  posizione dominante,  una  politica fiscale maggiormente progressiva, contrariamente alle tendenze dell’ultimo periodo che ha visto i ricchi  pagare sempre di meno, un ruolo determinate dello Stato nell’ evitare le distorsioni del mercato e assicurare  un welfare  decente e soprattutto  una maggiore uguaglianza delle opportunità.

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