sabato 30 maggio 2026

Clara E. Mattei-L'Economia è Politica- Tutto quello che non vediamo dell'economia e che nessuno ci racconta

 Il libro che recensiamo oggi è di Clara Mattei, di nazionalità italiana ma insegna nel dipartimento di Economia della New York for Social Resarch. Di questo libro ne avevo sentito molto parlare ma avevo dei dubbi che esprimo a fine recensione.
Il punto di partenza è la critica  alle narrazioni che mascherano il funzionamento del nostro sistema economico. Il sistema capitalistico viene considerato "naturale", mentre per l'autrice così non è e dobbiamo "ripoliticizzare" l'economia o anche ri-democratizzarla. Uno dei temi del libro è l'austerità, il problema non è se lo Stato non spende e di fatto spende, ma dove e per chi. La nostra macchina economica per l'autrice non è strutturata per soddisfare i bisogni della gente comune ma aumentare la rendita e i profitti per i pochi detentori di capitale. Il capitalismo è un sistema recente, meno di 300 anni, che ha sostituito il feudalesimo. L'avvento del sistema capitalistico in Gran Bretagna è iniziato con la confisca delle terre (enclosure dei commons), che sono diventate private, mentre nel feudalesimo detenere un titolo feudale non significava possedere la terra. Quindi un ruolo fondamentale nella evoluzione del sistema economico è quello delle istituzioni statali con le sue leggi. La coercizione insita nel sitema capitalistico  è una coercizione meno esplicita e di tipo economico ed impersonale. Di fatto la anche povertà non è un accidente ma  è intrinseca alla società capitalistica. Anche lo sfruttamento del lavoro da parte dei capitalisti è implicito. Il processo di centralizzazione e concentrazione nel capitalismo, è tipico e il monopolio  non è una antitesi del mercato ma è il risultato delle dinamiche del sistema. Anche la disoccupazione non è un male eccezionale è piuttosto necessario, è il mercato stesso a produrre derive strutturali verso il risparmio di manodopera, che è un obiettivo che si raggiunge anche grazie alla tecnologia che non è neutra (vedi qui). La stessa stabilità monetaria richiede che debbano esserci un significativo numero di persone senza lavoro (esercito di riserva di marxiana memoria). Infine, lo Stato stesso finisce per avere un ruolo attivo di protettore del mercato. L'autrice poi distingue tre forme di austerità: l'austerità fiscale che impone un taglio alle spese; l'austerità monetaria tramite l'aumento dei tassi di interesse; l'austerità industriale tramite privatizzazioni e riducendo i diritti dei lavoratori e sindacali. L'obiettivo della austerità è incrementare la dipendenza dei lavoratori dal mercato e la redistribuzione della ricchezza verso l'alto.
Il libro prosegue poi con un escursus storico con le grandi rivolte operaie degli anni venti e la successiva nascita dei totalitarismi, in particolare il fascismo che adottò politiche economiche antisindacali e di contenimento dei salari con l'ausilio degli economisti italiani del tempo. Nelle conclusioni ribadisce la incompatibilità del capitalismo con la democrazia, la democrazia elettorale rafforza le basi del capitalismo mantendendo una falsa impressione di scelta. Infine afferma che lo scopo del libro è di smascherare le mistificazioni e aumentare la consapevolezza sulla realtà del sistema economico; le basi del capitalismo si possono scuotere anche con piccoli cambiamenti se ci impegniamo in progetti collettivi che producono spazi per la democrazia economica.
Se il libro è destinato a chi non conosce molto di economia e storia economica indubbiamente ha una sua valenza nel disvelare molte cose che la economia mainstram non esplicita e anzi da per scontato. L'approccio della autrice risente molto della analisi marxista, con questo non voglio dire che sia sbagliata, Marx ha rivelato molti aspetti critici del sistema capitalistico e molte sue considerazioni rimangono valide. Chi legge questo blog ha visto recensioni di molti libri di critica alla economia mainstream, con critiche molto dettagliate, che rivelano che molte leggi economiche sono basate su ipotesi molto discutibili e che pensare che l'economia sia una scienza apolitica è piuttosto naive. Inoltre, molti autori hanno criticato l'attuale stato di cose e come la evoluzione del capitalismo con la globalizzzione stia portando ad un aumento di diseguaglianze e crisi dei sistemi democratici. Nel libro della Mattei però non trovo soluzioni concrete ai problemi e, inoltre, i sistemi non capitalistici  hanno dimostrato, nel lungo periodo, di non essere in grado di diffondere il benessere, e infatti la Cina è un sistema, come afferma Milanovic, ormai capitalista. Quindi in definitiva un libro interessante solo per alcuni aspetti per me, che nel mio libro ho parlato di Marx e dei suoi limiti, e di quelli che hanno letto almeno in parte i libri che ho consigliato.

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