giovedì 10 agosto 2017

Esortazioni e profezie

Riporto di seguito alcuni frasi tratte dal libro Esortazioni e profezie, raccolta di scritti di J.M.Keynes e in particolare dal brano: Collasso dei valori monetari e le conseguenze sul sistema bancario,  scritto nel 1931 nel periodo della grande depressione.
Esiste al mondo una quantità enorme di beni reali che costituiscono il nostro capitale: case, scorte di merci, ecc.. Per entrarne in possesso tuttavia i proprietari nominali non di rado hanno preso in prestito denaro. Finanziamento che avviene attraverso il sistema bancario che frappone la sua garanzia fra i depositanti ed i prenditori di fondi. Il frapporsi di questo schermo in denaro fra il bene reale e il proprietario di ricchezza è una caratteristica peculiare del mondo moderno.
Un mutamento del valore del denaro può sconvolgere le posizioni di quanto vantano crediti in denaro o sono debitori di denaro. Infatti una caduta dei prezzi […] significa trasferimento di ricchezza dal debitore al creditore.
Quando il deprezzamento dei beni  termini reali in termini monetari riamane contenuto all’interno di percentuali convenzionali le banche non se ne preoccupano troppo.
La inflazione […] non ha nulla di minaccioso per le banche poiché aumenta l’entità dei loro “margini”.
Negli ultimi mesi […] il deprezzamento ha superato in moltissimi casi l’entità dei margini convenzionali. Finché la banca mantiene un atteggiamento di serena attesa di tempi migliori e ignora il fatto che la garanzia di gran parte dei suoi prestiti non ha più il valore che aveva al momento della concessione non si crea motivo di panico
Ciò nonostante anche a questo stadio la posizione di fondo può aver effetto assai negativo.
Le banche infatti sapendo che molti capitali da loro anticipati sono di fatto “congelati” e che comportano un rischio latente superiore a quello che sono disposte a sostenere, si preoccupano di tenere in forma più possibile liquida e libera da rischi il resto della loro disponibilità.
Il che […] significa che le banche sono meno disposte a finanziare progetti che comportino immobilizzo delle loro risorse.
I crediti e gli anticipi che le banche hanno concesso a fini imprenditoriali, sono nelle condizioni peggiori . Qui la garanzia principale è costituita dai profitti  correnti o previsti […] ma per molte categorie di produttori […] non esistono profitti bensì solo prospettive di insolvenza.
Una flessione dei valori monetaria grave come quella che stiamo registrando minaccia la solidità di tutta la struttura finanziaria. Banche e banchieri sono per loro natura ciechi. Un “bravo” banchiere non è colui che prevede il pericolo e lo evita ma colui che quando va in rovina, ci va nel modo più tradizionale.
Il capitalismo moderno si trova di fronte ad una scelta: o aumentare i valori monetari riportandoli verso i livelli precedenti oppure al diffondersi di insolvenze e fallimenti con il collasso di gran parte delle struttura finanziaria.
Che dire considerato che queste cose sono state scritte più di 80 anni fa sono proprio “profetiche” sulla attuale situazione bancaria italiana.
Qualche commento:
1)     Come si vede queste cose sono note da molto tempo e quindi potevano essere previste per tempo da una classe dirigente più preparata ed avveduta;
2)     Certo essere nell’euro ci consente minori margini di manovra ( ad esempio sul cambio) però si poteva e doveva intervenire prima, soprattutto della introduzione della norma del “bail-in” per salvare ( e in questo caso intendo nazionalizzare) alcune banche;
3)     Le politiche di austerity di Monti con il loro inasprimento fiscale erano dirette, in mancanza di svalutazione monetaria, a risolvere il problema della bilancia dei pagamenti, ma hanno dato un ulteriore botta ai consumi e quindi messo in ancor maggior difficoltà le imprese e di conseguenza le banche. Pur capendo l’obiettivo della bilancia pagamenti si doveva evitare una così massiccia dose di austerità e ci dovevamo allegramente fregare dei limiti del deficit, tanto una volta che massacri il PIL anche il rapporto debito/PIL peggiora come infatti è stato.



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