sabato 22 luglio 2017

Impero

Ho letto questo libro perché considerato uno dei migliori di Antonio Negri (scritto insieme a M.Hardt professore di letteratura alla Duke Univeristy), la cui vicenda ai meno giovani è nota.
Purtroppo devo dire che il mio giudizio è negativo e non vi consiglio di leggere il libro. Il problema di questo libro è che ci sono anche spunti interessanti e di rilevo ma sono nascosti e oscurati da una nuvola di verbosità e ridondanza di paroloni filosofici e citazioni, spesso inutili, che rendono la lettura difficile e indigeribile. Le prime 250 pagine di ricostruzione storica e sociologica si possono saltare, nell’ultima parte analizza la evoluzione moderna della società; le cose che dice sono anche condivisibili: la trasformazione del lavoro dovuta alla informatizzazione, il potere internazionale delle grandi multinazionali, la perdita di potere degli Stati nazionali, ma non sono poi così originali. Anche le conclusioni su cosa deve fare la “moltitudine” contro il nuovo potere vigente (Impero) sono piuttosto fumose e filosofiche.
Se lo confronto con il libro che abbiamo recensito di Polanyi ( La grande trasformazione) il confronto è impietoso, quest’ultimo è un affresco molto più concreto della storia moderna (sino alla prima guerra mondiale) e della evoluzione economica sociale e politica. Sulla globalizzazione e sulla trasformazione del capitalismo vi consiglio mille volte i libri, già indicati, di Rodrik, Reich e anche Stiglitz.

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