giovedì 16 ottobre 2014

Le lezioni della storia comprese a metà

Se guardiamo alla situazione recente, ma diamo uno sguardo al passato, possiamo vedere come alcune lezioni della storia a volte vengano comprese ma, invertendosi le parti, a volte no. Partiamo da lontano, siamo nel 1919 conferenza di pace, i vincitori della prima guerra mondiale richiedono alla sconfitta Germania pesantissimi risarcimenti di guerra. Keynes, che partecipa alla conferenza, non è d’accordo e sbatte la porta, scriverà poi un libro: « Le  conseguenze economiche della pace», dove prevede chiaramente che questi pesanti pagamenti metteranno in ginocchio la Germania e quindi si rischia di innescare dei pericolosi risentimenti e voglia di rivincita. Qualche anno più tardi. in seguito alla pesante situazione economica e sociale, sale al potere Hitler. Nel secondo dopoguerra gli alleati, compresi Grecia e Italia,  cambiano strategia e cancellano buona parte dei debiti di guerra e i restanti vengono diluiti in 30 anni e praticamente mai saldati. In compenso alla stessa Germania  dopo la riunificazione viene anche concesso di derogare ai limiti imposti dai trattati sullo sforamento del debito pubblico. Adesso a  parti invertite invece la Germania, dimentica di quello che gli è stato concesso, assume un atteggiamento molto severo e inflessibile con gli altri alleati europei. Le conseguenze sono un generale ristagno della economia. Conosco già l’obiezione dei soliti saputoni, ma adesso siamo in tempo di pace e i tedeschi sono stati solo più bravi. Bè evidentemente in parte è vero, la Germania ha fatto delle mosse che le hanno consentito di diventare l’economia forte  che è, ma come?  Hanno attuato una politica mercantilistica basata sull’export, principalmente verso  i suoi partner dell’euro, sfruttando il cambio fisso dell’euro e facendo una politica di contenimento salariale. Ora voi direte che i nostri politici sono dei mascalzoni perché hanno continuato a spendere  e  aggravare la spesa pubblica. Ora diciamo che sicuramente hanno delle colpe, e in particolare quella di non rispondere adeguatamente alla sfida della Germania, ma mi chiedo non siamo una unione europea? Non dovremmo coordinare le nostre azioni  per  rendere tutta la nostra  area più forte e competitiva verso gli USA o la Cina, o dobbiamo fare ognuno la politica del «frega il tuo vicino» ? E qui sta il punto sulla costruzione europea che è completamente carente sia da un punto di vista economico e sia  da un punto di vista politico, invece di essere una politica del tipo win-win, ovvero collaboriamo per vincere insieme,  sta diventando una politica loose-loose, perché anche se è vero che la Germania sta meglio, ora che i suoi partner  non possono più spendere, comincia a  rallentare vistosamente. La Germania ha perso due guerre e vuole vincere la terza guerra economica ? Vogliamo che il sud europa subisca un processo di completa deindustrializzazione e impoverimento? Se sono su una scialuppa di salvataggio e qualcuno sta cercando di accaparrarsi tutti i viveri e l'acqua che faccio, continuo a rispettare delle regole asimmetriche che chiaramente mi svantaggiano? 

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