giovedì 26 marzo 2026

Il no ha vinto il referendum sulla giustizia

 Il referendum sulla giustizia si è concluso con una vittoria dei no al referendum costituzionale sulla giustizia, a sorpresa per il distacco sul si,  riforma promossa dalla maggioranza.  Come ho accennato non ci si aspettava una vittoria così netta, per i sondaggi l'esito era in bilico, ma, soprattutto, nessuno si aspettava una affluenza quasi al 60%, data la tendenza a una sempre minore partecipazione al voto. Il voto ovviamente è stato nel merito del quesito ma anche politico. In particolare trovo politico il voto del sud, in alcuni casi quasi plebiscitario; il sud è indubbiamente deluso da una parte politica che ha fatto tante promesse populiste e ne ha mantenute poche, la situazione economica a molti non pare cambiata e anche l'aumento delle accise, ora in parte ridotte, non è piaciuto ai più.

 Un altro voto in parte politico è quello dei giovani, con un alta partecipazione e un voto ai no del 60%. Certo i giovani non hanno visto segnali positivi dal governo, che sembra non considerarli salvo criticarli per le manifestazioni e avendo anche introdotto misure securitarie discutibili. Dei giovani e della loro situazione, che non da loro grandi speranze, sembra interessare solo a pochi. L'opposizione ovviamente è molto soddisfatta dell'esito del referendum, che mostra una premier Meloni sconfitta. Le sue mosse successive, richiesta di dimissioni immediate per Delmastro, Bartolozzi e Santanche' sembrano confermare la difficoltà ma anche poca lucidità perchè sono tardive e anzi, da un punto di vista di immagine, controproducenti. Il governo può arrivare a fine legislatura perchè ha i numeri, certo la situazione interna è cambiata, e quella esterna non promette niente di buono con il rischio di una scarsa crescita e di un aumento della inflazione, arrivare alle elezioni con una situazione economica e sociale non buona non è certo una situazione invidiabile. La opposizione come detto è giustamente molto soddisfatta dell'esito delle elezioni ma non credo che ci sia molto da gioire. Il voto del no non è totalmente traducibile in un voto alla opposizione. Conte ha proposto già di fare le primarie, probabilmente pensa di essere il candidato favorito, ma da una parte non sarebbe una novità e non credo che nel fronte del no sia così benvisto. La Schlein prende tempo giustamente, è riuscita finora a mantenere la leadership del PD e mantenerne stabili i voti, cosa non facile, ma personalmente non la vedo come possibile e credibile candidata alla Presidenza del Consiglio. Fratoianni in una sua dichiarazione ha promosso un salario minimo a 11 euro, proposta velleitaria e anche controproducente. Poi abbiamo Renzi che si destreggia abilmente, il cui unico scopo è quello di riuscire a conquistarsi un altro seggio al Senato. Quindi, stante la situazione del cosiddetto campo largo, non sembra per niente scontato che la opposizione possa sfruttare il momento di difficoltà della attuale maggioranza e riuscire a risultare vincitori della prossima tornata elettorale. Alla sinistra servirebbe qualcos'altro, in particolare citerei John Belushi in Animal House: " Quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare".