lunedì 15 luglio 2019

21 Lezioni per il XXI Secolo-Harari-Mondadori

Dopo i suoi precedenti libri: Sapiens-Da animali a dèi e Homo Deus, Harari, docente di Storia all’Hebrew University di Gerusalemme, ci propone un nuovo libro.
Sono 21 gli argomenti su cui Harari si sofferma nei 21 capitoli del libro ma, mentre nel primo libro era rivolto al passato e nel secondo al futuro, in questo si concentra sul presente.
Da una parte si sofferma sulla evoluzione della tecnologia che sta cambiando in maniera radicale il modo di vivere degli esseri umani, la tecnologia non solo rischia di creare un vuoto a livello occupazionale ma, sopratutto, evolve con una velocità superiore rispetto alla capacità umana di adattarsi. L'Intelligenza Artificiale potrebbe renderci la vita migliore ma, d'altra parte, rappresenta un grande rischio dal momento in cui questa potrà capire i nostri gusti e orientare le nostre scelte meglio di quanto riusciamo a fare noi stessi. Il rischio è quello di venir soppiantati dalle intelligenze artificiali passando così da fruitori/padroni a strumenti/servi delle élite che detengono strumenti di controllo cosi potenti.
Un secondo tema è quello delle narrazioni: politiche, religiose o morali. Tali narrazioni, in passato, hanno svolto il compito di unire ma anche dividere i gruppi sociali creando società e imperi ma generando anche guerre. Il punto centrale è che quasi tutte le narrazioni non sono più in grado di dare risposte ai grandi problemi del presente e non danno anche risposte sul senso della vita.
Le narrazioni politiche il liberalismo, un po in decadenza, e il nazionalismo in ascesa sembrano decisamente insufficienti per risolvere i grandi problemi attuali, ad es. il riscaldamento globale. D’altra parte anche le grandi religioni che hanno svolto un ruolo nel passato di coesione sociale, ma che l'autore critica aspramente, hanno perso capacità di prospettare una vera alternativa al senso di minaccia che incombe sul nostro futuro prossimo. Le grandi narrazioni che hanno accompagnato l’umanità per secoli sembra pertanto si stiano sgretolando. Per l'autore l'alternativa rimane il laicismo, un laicismo consapevole, al franare delle verità infallibili, essere ignoranti non è un problema lo è l’essere ignorante pensando di avere la verità in tasca. Se per secoli la filosofia ha spinto gli uomini a conoscere loro stessi, certamente questo imperativo non è venuto meno, al contrario diventerà ancora più importante. Se gli algoritmi capiranno meglio di noi ciò che ci accade, il controllo della nostra vita passerà davvero a loro.
Il messaggio conclusivo, alla fine del libro, è che dobbiamo sopratutto indagare su chi siamo, al di là di ogni narrazione, per scoprire davvero chi siamo. Soltanto così alla fine potremo davvero sostituire alle narrazioni una reale e vera conoscenza di noi stessi. Harari, come sempre, riesce a scrivere dei libri molto piacevoli e interessanti da leggere, rispetto ai due precedenti però questo libro risulta, a mio parere, molto meno convincente con pochi temi veramente nuovi.


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