mercoledì 7 marzo 2018

Vincere le elezioni, ma per fare che?

Abbiamo avuto le elezioni e ora sono noti i risultati, tra l’altro per me non ci sono sorprese, bastava parlare alle persone per capire che i 5 stelle avrebbero vinto, che Salvini sarebbe cresciuto, che il Pd andava incontro a una debacle e che Berlusconi è sulla via del declino. 
Chi ha vinto è contento ma di che? Il nostro è un grande paese con ancora grandi possibilità. Siamo ancora il secondo paese industriale europeo nonostante la crisi abbia distrutto un bella fetta della produzione industriale, riusciamo ancora ad essere in parte competitivi con le esportazioni, nonostante l’euro sia una moneta a noi non favorevole. Abbiamo grandi ricchezze in termini di patrimonio artistico e geografico, con tutti i nostri difetti abbiamo ancora molto da offrire e molti ci invidiano. 


Detto questo per non fare il solito e banale disfattista dobbiamo anche dire che su molte cose siamo arretrati. La nostra burocrazia è molto farraginosa è in parte inutile, dovremmo rinnovare il personale statale con giovani laureati anche in materie scientifiche, investiamo poco nella ricerca, il debito è altissimo anche se fondamentalmente figlio di scelte scellerate del passato (anni 80-90), il prelievo fiscale è ancora molto alto è in particolare sul lavoro mentre le rendite vengono poco tassate e abbiamo una evasione/elusione enorme. Per non parlare della giustizia civile da terzo mondo, un sistema di leggi complicatissimo e in parte obsoleto, un sistema fiscale troppo complesso. 
Siamo inseriti nel contesto dell’eurozona che da un punto di vista monetario non ci aiuta e fino adesso le politiche europee sono andate poco a nostro vantaggio e molto a nostro svantaggio. Il contesto internazionale è quello che è, globalizzazione, tendenza alla delocalizzazione, grandi multinazionali che possono eludere le tasse, quindi minori entrate per lo Stato e maggiori vincoli per le regole ( idiote) europee. 
Quindi chi va al potere, a meno di non avere il prosciutto sugli occhi dovrebbe capire che governare questo paese è una bella impresa, inoltre molti nostri concittadini non si rendono conto che non esistono pasti gratis, sperano ancora nel posto fisso e nel sussidio o reddito di cittadinanza. Che ci siano situazioni di povertà che vanno sanate è indubbio, che ci sia ancora troppa diseguaglianza pure, ma bisogna essere realisti non si può tornare indietro e rimpiangere i bei tempi andati. Si deve puntare sulla domanda ma se non guardiamo anche alla offerta in questo contesto internazionale siamo folli. Quindi chi vuole governare questo paese se pensa che sia un passeggiata e sia facile si accomodi pure, purtroppo i vincoli sono molti e non si può pensare di fare politiche troppo generose. Lato offerta dovremmo migliorare ancora la qualità della formazione, pochi laureati in generale e soprattutto nelle materie scientifiche e tecnologiche, pochi diplomati tecnici (anche di secondo livello cioè Istituti Tecnici Superiori), troppi laureati in legge e scienze delle comunicazioni.  Pochi soldi e spesi malino per la ricerca scientifica. Bisogna far crescere le nostre PMI aiutandole a competere sul mercato internazionale e a uscire da un familismo a volte non premiante. Migliorare la qualità della burocrazia pubblica a tutti i livelli rendendo questo paese un paese meno arretrato, abbiamo alcune eccellenze ( ad es Banca d’Italia) ma nel corso del tempo anche queste hanno perso lo smalto. Difendere e sviluppare i campioni nazionali industriali invece di fare delle stupide privatizzazioni che hanno distrutto delle filiere solo per fare cassa. Lato domanda, aiutare le famiglie che hanno figli come fa la più laica Francia, dare maggior reddito alle fasce medio basse, tassare di più le rendite, la proprietà e i consumi di lusso, se non si riesce a tassare il reddito allora bisogna ricalibrare l’IVA (da qualche parte dovranno pure spenderli sti soldi). Aiutare le imprese che fanno investimenti in Italia e che assumono, stangare i paraculi che prendono sussidi e aumentano solo i profitti. Aumentare gli investimenti pubblici con maggiori controlli sugli appalti, far togliere gli investimenti pubblici dal conteggio del deficit, contenere la spesa corrente. 
Insomma di cose da fare, che sono anche complicate, ce ne sono molte, ma voi che avete vinto le elezioni puntando sulla pancia degli italiani e raccontando alcune favole siete pronti a caricarvi di questo peso? Buona fortuna.

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