giovedì 3 luglio 2014

Lo Stato innovatore

Oggi il libro che presentiamo è : 

Lo Stato innovatore – Mariana Mazzucato- LATERZA  editore

Il libro, da poco in libreria, è opera di Mariana Mazzucato che insegna economia dello sviluppo nella Università del Sussex. Il tema, come si capisce dal titolo, è sul ruolo dello Stato, un ruolo chiave,  secondo  l’autrice, per lo sviluppo dell’innovazione.
Nella prima parte del libro analizza e dimostra come, nella generazione delle più importanti innovazioni tecnologiche del recente passato, lo Stato, in particolare gli USA, ha giocato un ruolo fondamentale e insostituibile. Gli esempi non mancano, si va dai più noti di Internet e GPS, finanziati dalle spese di ricerca militare e utilizzati a pieno dalla Apple, sino ad arrivare ai  farmaci più innovativi finanziati sempre da programmi pubblici. Questi, ed altri esempi,  dimostrano come non sia vero il mito del mercato motore dell’innovazione, anzi i tanto osannati venture capital in realtà operano solo su progetti a  breve termine e a bassa intensità di capitale e, comunque, una volta realizzati i profitti spesso escono di scena con effetti disastrosi. Quello che serve sono, come li definisce l’autrice, i “capitali pazienti”che solo lo Stato può fornire con un ampio orizzonte di investimento, come ad esempio nel settore delle energie innovative e rinnovabili, dove il tempo per passare dalla innovazione alla effettiva validità commerciale è molto lungo.  Inoltre spesso gli imprenditori, che usufruiscono  di finanziamenti  o agevolazioni fiscali dello Stato, realizzano profitti considerevoli senza riconoscere allo Stato, sotto forma di tasse, i vantaggi ricevuti. In pratica chi è in grado di assumere realmente i rischi di progetti a lungo termine che, in buona parte, si risolvono per forza di cose in fallimenti è lo Stato e i profitti generati dalle iniziative vincenti dovrebbero essere riconosciuti allo Stato stesso per rialimentare la ricerca di nuove innovazioni.
In conclusione, pur non negando la necessità degli investimenti privati e il ruolo importante di figure di imprenditori innovatori come Steve Jobs, è importante riconoscere che la innovazione è un processo complesso e lungo, cumulativo e incerto, e che richiede una profonda connessione tra Stato e industria e dove, comunque, solo lo Stato può avere una strategia di crescita a lungo termine. Pertanto risulta indispensabile rivedere le istituzioni e i meccanismi di collaborazione tra Stato e privato, per sostenere una crescita che sia non solo “intelligente” ma anche “inclusiva” e “sostenibile”. Infatti in definitiva per l’autrice:
"La competitività futura - e di conseguenza la prosperità socioeconomica - di nazioni e regioni dipende in larga misura dalla capacità di mantenere in funzione il loro bene più prezioso l’ecosistema della innovazione di cui sono parte”.

In conclusione, un libro molto  interessante che modificherà, sicuramente, la vostra visione sull’effettivo ruolo e importanza dello Stato nell’economia.

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