sabato 14 novembre 2020

Sulla democrazia-Robert A. Dahl

 Torniamo a parlare di democrazia recensendo un libro piacevole e interessante. Si tratta di un libro non recente, edito in Italia nel 2000, di Robert Dahl (scomparso nel 2014) professore di scienza politica all'Università di Yale. 

Il libro inizia con una breve storia della democrazia nell'antichità con la nascita della democrazia in Grecia ad Atene e la res pubblica romana.

Successivamente passa ad elencare quali siano i criteri che definiscono e caratterizzano una democrazia:

  • partecipazione effettiva
  • parità di voto
  • diritto all'informazione
  • controllo dell'ordine del giorno
  • universalità del suffragio
spiegando le ragioni di tali scelte.

Elenca poi quali siano i vantaggi della democrazia:

  • ostacola la tirannia
  • diritti essenziali
  • libertà generale
  • autodeterminazione
  • autonomia morale
  • progresso umano
  • tutela di interessi personali essenziali
  • uguaglianza politica
  • tendenza alla pace
  • prosperità.
spiegando anche qui brevemente le ragioni di questi vantaggi.

Un capitolo è dedicato a smontare la tesi dei "custodi", cioè che sarebbe meglio delegare le decisioni  agli esperti; qui la sua posizione è chiara, ogni decisione politica è anche etica e il governo non è una scienza ma serve anche incorruttibilità e altro, in conclusione nessuno è meglio qualificato dei cittadini stessi per conferirgli un potere definitivo.

Un ulteriore capitolo è dedicato ai requisiti minimi necessari affinché un paese sia considerato democratico:

  • amministratori eletti
  • libere e frequenti elezioni
  • libertà di espressione
  • accesso a fonti alternative di informazione
  • autonomia associativa 
  • cittadinanza allargata, 
andando poi a definire le relazioni tra questi requisiti e i criteri che definiscono una democrazia.

Un capitolo è dedicato alla discussione sulle diverse forme costituzionali adottate nei vari paesi, di fatto non esistono soluzioni costituzionali da preferire in assoluto, la sua conclusione sintetica è che una costituzione ben fatta può aiutare le istituzioni democratiche a sopravvivere mentre una costituzione mal fatta può invece favorirne il crollo.

Passa poi ad esaminare i sistemi elettorali, da quelli proporzionali a quelli maggioritari e  le soluzioni miste, anche qui non esiste un sistema perfetto anche se il sistema maggioritario pur avendo alcuni vantaggi non sembra incontrare i favori dell'autore, mi preme invece evidenziare invece quando afferma che una riforma costituzionale non va presa alla leggera ma richiede i migliori talenti del paese.

Infine elenca quali sono le condizioni essenziali alla democrazia:

  •  funzionari eletti controllano la polizia e l'esercito
  • idee e cultura politica democratiche
  • assenza di ingerenze esterne da parte di paesi ostili alla democrazia
mentre risultano favorevoli alla democrazia:

  • un economia di mercato e una società moderna 
  • scarso pluralismo subculturale
Due capitoli sono dedicati al controverso rapporto tra capitalismo e democrazia, da una parte il capitalismo favorisce, in genere, la crescita economica e il miglioramento delle condizioni economiche e anche culturali dei cittadini, formando una numerosa classe media, d'altra parte il capitalismo crea diseguaglianze notevoli ed è necessario l'intervento dello Stato per compensarne gli effetti e, soprattutto, per la regolamentazione che si rende necessaria; quindi  democrazia e capitalismo sono in perenne contrasto   e questo rappresenta una sfida per le società democratiche.
Un libro scritto in maniera molto chiara e schematica adatto ad un grande pubblico, questo ovviamente va a scapito della approfondimento ma riamane un libro che vale la pena leggere e tenere in libreria.

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