martedì 6 dicembre 2016

Commento sul referendum costituzionale

Non posso esimermi dal commentare l’esito dei referendum. Anche qui il risultato è stato in parte sorprendente, infatti pensavo che ci sarebbero stati  maggiori consensi per il SI a causa della ragionevole paura di una caduta del governo, dall’altra nel fronte del No c’era una larga maggioranza dei partiti e sicuramente la pancia dell’elettorato.



Io ho votato NO per i contenuti, pur sapendo che c’era un aspetto fortemente politico, sinceramente vista la situazione sarebbe stato meglio evitare tutto ciò. Quelli del SI, invece di criticare gli altri, dovrebbero però ammettere che gli errori sono tutti di Renzi. Primo non c’era necessità di varare la riforma costituzionale, ci sono moltissimi altri aspetti che sono più urgenti, secondo la riforma poteva essere fatta meglio e con maggior coinvolgimento, terzo non si doveva porla sul piano personale soprattutto dopo tre anni di governo; insomma come Cameron con Brexit ha preso un rischio e ha sbagliato conducendo il paese nella confusione, non mi sembra un gran risultato. 


Se poi vediamo i risultati del suo governo sono piuttosto deludenti, l’aumento del PIL è minimo e bisognerebbe capire quanto dovuto ai fenomeni internazionali (ripresa degli altri paesi, QE di Draghi e calo del petrolio) e quanto di suo. La riforma del lavoro in proporzione a quanto speso ha ottenuto ben poco, d’altra parte se da un lato è giusto rendere più flessibile il lavoro non è con lo svilimento dei diritti che si aumenta la occupazione, al massimo si può ridurre la disoccupazione frizionale e non quella strutturale. Sul piano internazionale con l’Europa è stato debole, gli aspetti internazionali e dell’area euro sono fondamentali in questo periodo e si è accorto con molto ritardo, con le sue prese di posizione elettoralistiche, che questa Europa non va e vanno cambiate molte cose e si doveva spendere molto di più su questo fronte, non solo sugli immigrati ma per promuovere una vera politica di investimenti europei.
Non sono comunque contento perché purtroppo non ci sono grandi alternative, nel PD non vedo altri grandi leader, nella destra ancor meno tra il bollito di Berlusconi e la inconsistenza di Salvini. Il Movimento 5 stelle non ho capito che programma abbia e la sua leadership è piuttosto deludente, basta guardare i contenuti dei profili di Di Maio e DiBattista per vedere che non hanno alle spalle un grande curriculum. Per guidare un grande paese in una situazione economica e internazionale complessa ci vuole molto di più dell’onestà, ci vogliono competenze economiche e storiche che Grillo farebbe bene a far crescere nei suoi adepti, anche perché ci basta già Salvini con gli slogan.
Io ribadisco il punto che la democrazia è una scelta di leadership, la democrazia diretta è una “stupidaggine”, quindi quello che abbiamo bisogno è di buone leadership; Renzi è bravo dal punto di vista comunicazionale e decisionale, ma politicamente e culturalmente anche lui ha molta strada da fare e, soprattutto, dovrebbe avere l’umiltà di circondarsi di persone di spessore che fortunatamente ancora in giro ci sono. 
Insomma siamo nel caos e ormai sono vari decenni che non abbiamo più una classe dirigente: politica, giornalistica, imprenditoriale, ecc…, decente.

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